ISSN 2039-2656

I/2019 pubblicato il 29 giugno

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ISSN 2039-2656

01 Architettura e paesaggio alpino

Roberto Dini

01 L’opera pubblica di rigenerazione al centro del progetto urbanistico

Chiara Nifosì
Alessandro Alì

01 Espandere l’arte Un progetto (urbano) per il futuro di Melfi

Ettore Vadini

01 Fuga dal Paradiso? Atelier Appennini

Pino Pasquali

Editoriale

Le molte anime del progetto urbano
Alberto Clementi

Dossier: Il progetto urbano per i centri minori. Opinioni a confronto

Q1. Della utilità del progetto urbano

Le esperienze di questi ultimi anni ci dicono che lo strumento del progetto urbano è sempre meno praticato dalle nostre amministrazioni comunali, soppiantato dal ricorso a singoli interventi, immediatamente cantierabili, non importa se frammentari e slegati da una visione d’insieme della città e del suo futuro. Questo accade soprattutto nelle realtà urbane più complesse, ma in qualche misura si riscontra anche nei centri minori dove tutto dovrebbe essere più facile.

Si tende a sacrificare il valore aggiunto portato dal progetto urbano (comunque inteso, come strategia d’intervento che traguarda le singole azioni anche disgiunte in una prospettiva coerente e condivisa per un’idea di città al futuro) a favore di un empirismo fattuale che induce a preferire la concretezza del presente (le risorse attivabili, gli interessi da soddisfare, i risultati immediatamente tangibili a ristoro degli investimenti fatti) senza interrogarsi sulla effettiva utilità e significatività urbana dei progetti in campo.

In queste condizioni, i progetti urbani sono ancora attuali? Esistono ragioni robuste per sostenerne la utilità, contro le crescenti derive del “presentismo” che producono vari episodi puntuali spesso contraddittori nell’insieme? Oppure dobbiamo rassegnarci alla loro rinuncia?

Q2. Della fattibilità

Non c’è dubbio che la crisi del progetto urbano sia imputabile ai suoi limiti nella concezione e messa in forma delle previsioni d’intervento, oltre che naturalmente alle condizioni più complessive che ne possono pregiudicare la fattibilità economico-finanziaria, amministrativa e sociale.

Così ad esempio la crisi prolungata del mercato immobiliare frena investimenti pubblici e privati troppo complessi e a elevato rischio per i ritorni dei capitali impiegati. I progetti inoltre richiedono una varietà di strumenti giuridico-amministrativi, anche di natura pattizia, per far fronte alla notevole diversità delle situazioni in gioco, e comunque costringono a prendere notevoli responsabilità con decisioni partecipate. Infine, le conflittualità che insorgono in un progetto di maggiore complessità inducono a difficili strategie di costruzione del consenso e di compensazione degli interessi in gioco, che la politica spesso preferisce evitare.

Quali sono a suo avviso le ragioni che più ostacolano oggi il successo dei progetti urbani? E’ possibile fare qualcosa per rimuovere questi impedimenti?

Q3. Idee per il futuro

EWT ritiene che il rilancio del progetto urbano sia possibile solo a condizione di innovarne profondamente la concezione, i contenuti, e la stessa metodologia di elaborazione. Nelle attuali condizioni di incertezza e di imprevedibilità delle dinamiche urbane, c’è bisogno di progetti processuali, flessibili ed evolutivi, piuttosto che di un disegno rigido e vincolante a medio-lungo termine attraverso cui fissare in modo normativo le forme, gli assetti e le stesse intese pubblico- privato che sostanziano il progetto. La stessa forma del progetto è destinata a cambiare, come convergenza progressiva di una moltitudine di azioni preferibilmente place-based e people- driven, spesso multiscalari ed eterogenee tra loro, ma comunque accomunate dalla coerenza rispetto a una visione di futuro sufficientemente condivisa. Come rendere compatibili gli obiettivi assunti inizialmente (qualità, prestazioni funzionali, equa remuneratività degli investimenti) con i necessari aggiustamenti in corso d’opera diventa il tema centrale del progetto, un tema particolarmente ostico a cui comunque non è possibile sfuggire.

Muovendo dalle esperienze positive fatte per i centri minori, quali sono a suo avviso le innovazioni da apportare al progetto urbano in Italia per migliorarne la efficacia, la fattibilità, e la qualità dei risultati?

Intervista a:

Gaetano Fontana >

Intervista a:

Tiziano Tagliani >

Intervista a:

Federica Brancaccio >

Intervista a:

Francesco Monaco >

Intervista a:

Lanfranco Chiola >

Intervista a:

Rosario Manzo >

Intervista a:

Pierluigi Properzi >

Intervista a:

Umberto Di Primio >

Intervista a:

Giuseppe Mele

Intervista a:

Tomaso Tommasi di Vignano >







Esperienze

Un vuoto tematico
Franco Purini

Una piazza per il Belìce. Strategie per il Territorio Arcipelago
Maurizio Carta, Daniele Ronsivalle


Progetto Quadrilatero a Verona
Marino Folin (coordinatore), Ezio Micelli, Mario Spinelli, con Paola Pellegrini

Progetti per il Cratere aquilano
Ester Zazzero

La riqualificazione del centro storico di Cuneo
Luca Serale

Arcipelago Italia: Progetti per il futuro dei territori interni del Paese
Domenico Potenza


Laboratorio Basento. I nodi di Ferrandina e Grassano
Monica Manicone

L’esperienza dei progetti urbani per i territori ferraresi di margine
Francesco Alberti

Trento Leaf Plan. Cinque sfide per il metabolismo urbano
Mosè Ricci, Sara Favargiotti

Call for paper: Il progetto urbano per i centri minori

La riqualificazione tecnologico-ambientale dei centri minori
Paola Ascione

Il progetto urbano ai tempi della rigenerazione: esperienze sul campo nei centri minori della Romagna
Enrico Brighi, Valentina Orioli, Stefania Proli

L’opera pubblica di rigenerazione al centro del progetto urbanistico
Chiara Nifosì, Alessandro Alì

Da paese a città. Il progetto urbano identitario
Claudio Zanirato

Ricerche ed esplorazioni progettuali

Dis-velare, il progetto urbano per i contesti minori
Adelina Picone

Ostana, Alta Valle Po. La rinascita di un borgo alpino
Massimo Crotti

Casoria: al centro del progetto. La rigenerazione di un centro minore, nell’incrocio tra nuovo piano e progetto urbano
Anna Attademo, Francesca Avitabile

Espandere l’arte. Un progetto (urbano) per il futuro di Melfi
Ettore Vadini

Atelier Appennini. Fuga dal Paradiso?
Pino Pasquali

Emidio di Treviri. Genesi, esiti e prospettive future di un'inchiesta volontaria e militante sul post-terremoto in centro Italia
Alberto Marzo e Serena Olcuire